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Perchè fare pubblicità con la Radio ? PDF Stampa E-mail

PERCHÉ FARE PUBBLICITÀ CON LA RADIO?

 

Ogni giorno più del 73% degli italiani adulti (cioè con più di undici anni) ascolta la radio[1], e le dedica mediamente tre ore al giorno[2]. Fino a poco tempo fa, l’ascolto era particolarmente concentrato al mattino, fra le sette e le nove; da un po’ di anni a questa parte la curva di ascolto copre meglio l’intero arco della giornata: ciò vale in modo particolare per le emittenti private locali.

La radio è sin dai suoi albori un grande mezzo pubblicitario, ma è in questi ultimi anni che ha potuto contare su diversi fattori che ne hanno rafforzato l’immagine:

  • una maggiore serietà e professionalità delle emittenti e delle concessionarie pubblicitarie;
  • una migliore e maggiore divulgazione dei dati di ascolto, degli investimenti pubblicitari e dei listini;
  • una promozione del mezzo avvenuta tramite convegni (vedi quelli promossi da Audiradio e dalle associazioni di categoria quali Aeranti-Corallo), convention con i clienti inserzionisti, manifestazioni (come Radiofestival, in cui vengono premiate le campagne più creative studiate appositamente per il mezzo radiofonico) e serate ad hoc patrocinate dalle emittenti.

Il più grande potenziale della radio quale medium pubblicitario è rappresentato dal poter supportare un’immaginazione senza limiti: i suoi messaggi suggeriscono, interagiscono e si appoggiano sul più potente, diretto ed immediato canale comunicativo che si conosca, ossia la capacità immaginativa del consumatore. D’altro canto è la stessa tecnologia a bassa definizione del mezzo a rendere necessario un elevato grado di coinvolgimento da parte dell’ascoltatore.

Se la si utilizza come mezzo dotato di sue specifiche caratteristiche, cioè non cercando di trasporvi ed adattarvi pubblicità pensate e concepite per altri mezzi, la radio si dimostra sempre molto efficace.

Ecco 10 buoni motivi per investire in pubblicità con la radio:

  1. 1. la buona accettazione degli spot radiofonici da parte dell’ascoltatore;
  2. 2. l’enorme diffusione e penetrazione del mezzo nel nostro paese ed in particolare nel Nord Est;
  3. 3. il basso costo per contatto;
  4. 4. la specializzazione di alcune emittenti che consente di raggiungere target ben definiti;
  5. 5. la flessibilità del supporto che permette di trasmettere messaggi sia a livello nazionale che a livello locale;
  6. 6. l’elevata trasportabilità, che fa sì che l’ascoltatore possa portare una radio sempre con sé;
  7. 7. la possibilità di ascoltare la radio anche all’esterno, talvolta in prossimità dei luoghi d’acquisto o addirittura nei luoghi d’acquisto;
  8. 8. l’avere una fruizione essenzialmente personale, rivolgendosi principalmente al singolo (la radio è l’unico mezzo di massa in grado di “personalizzare il messaggio”, integrandosi nel mondo di ciascun ascoltatore, stabilendo un clima di confidenza personale impossibile per altri mezzi a larga diffusione);
  9. 9. l’eccellente performance dei radiocomunicati per ciò che riguarda la funzione di ricordo;
  10. 10. la possibilità di aggiungere al parlato la capacità evocativa e di coinvolgimento propria della musica.

 

 

 

v Le emittenti del “MEDIA 90 network”

Il “MEDIA ’90 network” è composto da emittenti leader per numero di ascoltatori rappresentati nel Nord Est e complementari tra di loro per linea editoriale e tipologia di pubblici raggiunti. MEDIA ’90, grazie alle concessioni esclusive delle 7 radio sotto elencate, è l’unica realtà locale che può proporsi con un parco mezzi in grado di colpire target davvero diversificati, dai giovani (Piterpan) fino agli over 60 anni (Sorrriso e Campagnola), dagli amanti della musica italiana e internazionale (Birikina, Bellla & Monella e Marilù) agli amanti di un revival particolarmente ricercato della musica degli anni ’70-’80-‘90 (Metrò). Inoltre, le emittenti che compongono il “MEDIA ’90 network” sono tutte seguite da un pubblico adulto e dunque sono imbattibili anche per l’alta percentuale di responsabili d’acquisto tra i propri ascoltatori.

Pianificare l’intero “network” permette dunque di raggiungere un target ampio ed articolato, potendo peraltro usufruire di scontistiche particolarmente vantaggiose, pensate per permettere a più inserzionisti possibili di approfittare di questa opportunità.

 

 

512.000 ascoltatori*                                       194.000 ascoltatori* 137.000 ascoltatori*

 

135.000 ascoltatori*                     120.000 ascoltatori* 68.000 ascoltatori* non iscritta *

* Dati Audiradio Annuali 2009, G.M.I.

v Dati generali

  • Ascolti assoluti Audiradio 2009: 1.166.000 nel G.M.I.; 3.635.000 nei 7 GG.
  • Composizione nel G.M.I.:               uomini 50%; donne 50%; Res. Acq. 47%

A = Imprenditori, dirigenti, liberi professionisti

B =Impiegati, commercianti, artigiani

C = Studenti, Insegnanti

D = Operai, salariati agricoli

E = Casalinghe

F = Pensionati, altri non occupati

Fonte: Elaborazioni SuperNova su Dati Ufficiali Audiradio 2009 ult. agg. 08/03/10

 


[1] Il dato nazionale [Audiradio - Anno 2009] riferito agli ascolti nel giorno medio è del 73,1% (pari a 39.098.000 italiani), mentre quello regionale veneto è del 75,4% (3.261.000 veneti) e quello friulano del 78,2% (868.000 friulani). Le percentuali aumentano, poi, considerando i dati riferiti ai sette giorni: il dato nazionale passa all’89,7% (47.982.000 italiani), quelli regionali rispettivamente al 91,5% (3.959.000 veneti) e al 92,3% (1.025.000 friulani).

[2] Il dato nazionale circa la durata media d’ascolto è di 166 minuti, mentre quello della regione veneto è di 177 minuti e quello del Friuli di 181 minuti [Audiradio - Anno 2009].