MEDIA '90 - PERCHÉ FARE PUBBLICITÀ CON LA RADIO ?
Ogni giorno più del 72% degli italiani adulti (cioè con più di undici anni) ascolta la radio[1], e le dedica mediamente tre ore al giorno[2]. Fino a poco tempo fa, l’ascolto era concentrato al mattino, fra le sei e le nove; da un po’ di anni a questa parte, invece, la curva di ascolto radiofonico tende a coprire tutto l’arco della giornata: ciò vale in modo particolare per le emittenti private locali.
La radio è sin dai suoi albori un grande mezzo pubblicitario, ma è in questi ultimi anni che ha potuto contare su diversi fattori che ne hanno rafforzato l’immagine:
- una maggiore serietà e professionalità delle emittenti e delle concessionarie;
- una maggiore informazione circa i dati di ascolto, gli investimenti pubblicitari ed i listini;
- una promozione del mezzo avvenuta tramite convegni (vedi l’annuale convegno a S. Margherita Ligure promosso da Audiradio e il “Radio-TV Forum“ promosso da Aeranti-Corallo), convention con clienti, manifestazioni (come Radiofestival, in cui vengono premiate le campagne più creative studiate appositamente per il mezzo radiofonico) e serate ad hoc patrocinate dalle emittenti.
Il più grande potenziale della radio quale medium pubblicitario è dato dal fatto di poter supportare un’immaginazione senza limiti: i suoi messaggi suggeriscono, interagiscono e si appoggiano sul più potente, diretto e immediato canale comunicativo che si conosca, ossia la capacità immaginativa del consumatore. D’altro canto è la stessa tecnologia a bassa definizione del mezzo a rendere necessario un elevato grado di coinvolgimento da parte dell’ascoltatore.
Se la si prende come mezzo dotato di sue specifiche caratteristiche e non la si “declassa” cercando di trasporvi ed adattarvi pubblicità pensate e concepite per altri mezzi, la radio si dimostra sempre molto efficace.
[1] Il dato nazionale [Audiradio - anno 2008] riferito agli ascolti nel giorno medio è del 72,3% (pari a 38.381.000 italiani), mentre quello regionale veneto è del 75,1% (3.213.000 veneti) e quello friulano del 78,6% (868.000 friulani). Le percentuali aumentano, poi, considerando i dati riferiti ai sette giorni: il dato nazionale passa all’87,2% (46.285.000 italiani), quelli regionali rispettivamente all’89,8% (3.841.000 veneti) e al 90,2% (1.014.000 friulani).
[2]
Per finire, ecco 10 buoni motivi per decidere di fare pubblicità con la radio :
- 1. la buona accettazione degli spot radiofonici da parte dell’ascoltatore;
- 2. il basso costo per contatto;
- 3. la specializzazione di alcune emittenti che consente di raggiungere target specifici;
- 4. la flessibilità del suo supporto che permette di trasmettere i messaggi sia a livello nazionale che a livello locale;
- 5. l’avere una fruizione essenzialmente personale, rivolgendosi principalmente al singolo: la radio è l’unico mezzo di massa in grado di “personalizzare il messaggio”, integrandosi nel mondo di ciascun ascoltatore, stabilendo un clima di confidenza personale impossibile per altri mezzi a larga diffusione;
- 6. la possibilità di essere ascoltata anche all’esterno, talvolta in prossimità dei luoghi d’acquisto o addirittura nei luoghi d’acquisto;
- 7. l’elevata trasportabilità del suo supporto, che fa sì che l’ascoltatore lo possa portare sempre con sé;
- 8. il suo carattere amicale, quasi da comunicazione interpersonale;
- 9. l’eccellente performance di brevi comunicati con la funzione di ricordo;
- 10. la possibilità di aggiungere al parlato la capacità evocativa e di coinvolgimento propria della musica.
Il dato nazionale circa la durata media d’ascolto è di 179 minuti, mentre quello della regione veneto è di 187 minuti e quello del Friuli di 199 minuti [Audiradio - anno 2008].
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